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Archivio mensile:novembre 2010

Beaubart aderisce a   PROGETTO CONCIATORI | proposte di recupero di un valore sociale

AUTORECUPERO E GESTIONE DI UNO SPAZIO PUBBLICO | 30 ANNI DI USO SOCIALE DI VIA CONCIATORI

la storia inizia l’ 8 dicembre 1980 con l’occupazione del palazzo di via dei conciatori, di proprietà comunale, sede delle ultime concerie presenti in santa croce, da parte di democrazia proletaria, priva di sede per sfratto.

da allora, hanno trovato sede in via conciatori, oltre a democrazia proletaria, la lega obiettori di coscienza (loc), un collettivo comunista, le prime riunioni della rete antirazzista e delle comunità di immigrazione, per vari mesi anche la numerosa famiglia di un autista ataf senza casa (prima costretta a vivere in un furgone e sostenuta dall’unione inquilini), le residenze protette dell’associazione artemisia e, tuttora presenti, l’associazione casa dei diritti sociali sorta nel ’93, dal ’94 la federazione fiorentina di rifondazione comunista (prc) e dei giovani comunisti, il circolo centro storico del prc, il collettivo antipsichiatria ‘violetta van gogh’, gruppi di cittadini senegalesi che si riuniscono per la preghiera ogni sabato e domenica, il collettivo anarchico fiorentino, il comitato di sostegno al popolo indiano stop green hunt, gruppi teatrali ed artigianali, ed il gas allegri, il gruppo di acquisto solidale di santa croce.

per anni è stato richiesto al comune di firenze una destinazione pubblico-sociale di questo palazzo e di riconoscere la presenza dei vari soggetti con un regolare contratto di affitto; solo una decina di anni fa, è stato concordato con il prc e con l’associazione casa dei diritti sociali il pagamento di una indennità di occupazione mensile.

tutte le suddette presenze, caratterizzate da un impegno volontario e senza lucro, di natura sociale, politica, culturale e da attività e servizi rivolti ai cittadini, hanno salvato il palazzo dal degrado con interventi di mantenimento ed autorecupero, sia pur in economia.

in particolare la casa dei diritti sociali ha realizzato nel corso degli anni progetti rivolti ai giovani, corsi di formazione per operatori sociali, sportelli di consulenza legale ed accompagnamento sui diritti di cittadinanza, sia per cittadini nativi che immigrati. il circolo anarchico svolge, tra l’altro, anche attività culturale con cineforum e letture.

crediamo che sia opportuno pensare ad un progetto che possa restituire alla collettività un palazzo nel centro storico fiorentino, che nelle attuali condizioni è in larga parte inaccessibile.

un ampio MOVIMENTO composto da persone e abitanti del quartiere, movimenti, associazioni culturali, si sta battendo da alcuni mesi per impedire la vendita di un “bene comune” decisa dall’amministrazione comunale.l’opposizione alla alienazione dell’immobile è un impegno costruito grazie alla partecipazione volontaria di decine di donne e uomini che costruiscono quotidianamente percorsi, progetti, idee per la realizzazione di un’utopia collettiva e di un sogno possibile.

abbiamo raccolto proposte e progetti per l’utilizzo degli spazi di via dei conciatori, per farli diventare compiutamente spazi sociali aperti al quartiere e alla città, casa del popolo e dei popoli che materialmente si pone come altra cosa rispetto alla mercificazione ossessiva dilagante, a disposizione per bisogni e sogni di tutte e tutti.

oltre alle associazioni esistenti, casa dei diritti sociali, sede rifondazione comunista, circolo anarchico fiorentino, collettivo libertario fiorentino, servizio residenze e consulenza legale, comitato stop green hunt, sede di g.a.s. allegri, collettivo antipsicologia ‘violetta van gogh’, incontri di preghiera del gruppo senegalese, i PROGETTI IN DIVENIRE sono: cohousing urbano sociale (Associazione Cohousing in Toscana), scuola di italiano per stranieri, danza-terapia, laboratorio di teatro per bambini/e dai 4 ai 10 anni, percorso ludico teatrale mamme – figli, progetto per un laboratorio/galleria di arti multimediali, l’aggrego – luogo sociale autogestito, corso di orticoltura pensile, progetto “riciclo riuso & mercato”, recupart, progetto di teatro popolare, casa della donna, rififì-laboratori sul riciclaggio, archivio storico della memoria di santa croce.

facciamo un appello per togliere l’immobile di via dei conciatori dall’elenco dei beni alienabili dal comune di firenze, per la concessione dello stesso in uso alle realtà che lo animano, per non impoverire ancora di più il patrimonio comune.

FIRMA L’APPELLO E FALLO GIRARE

www.bit.ly/conciatori


video della conferenza stampa del 23 novembre 2010

progettoconciatori@inventati.org

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Primo video realizzato dalla neo-nata associazione, grazie anche al patrocinio e al contributo della Provincia di Arezzo e del Comune di Civitella Val di Chiana.

Il video “L’estate dei santi” di Cristina Savelli, ispirato al testo poetico ‘Civitella, 29 giugno‘ di Magda Boi, si struttura attorno al tema del ricordo, e si svolge con una scelta tematico-stilistica di tipo evocativo e simbolico. Il piano dell’enunciato, ossia dei contenuti sonori e visivi, è costituito dalla voce di Teresa Fallai recitante il testo poetico ed ha il centro in alcune citazioni filmiche dell’opera di Ingmar Bergman, prevalentemente dalla “Trilogia del silenzio di Dio” (Come in uno specchioLuci d’inverno, Il silenzio).

Il testo poetico in memoria della strage nazi-fascista di Civitella in val di Chiana del 29 giugno 1944 si apre con uno scorcio paesaggistico immaginato con gli occhi di un osservatore contemporaneo, in cui spiccano due immagini simbolo del territorio di Civitella: la torre, maestosa e ferita, che appare improvvisa dalla valle della Trove e il falco abitante dei cieli del suo territorio. Tutto è già in questo inizio, la bellezza e poi, subito il dramma: il coprifuoco del buio inverno, le raffiche di vento o di pioggia dell’autunno preannunciano già nella seconda strofa il tema della guerra, seguito dal tema del ricordo, individuale, personale, rievocato da un possibile testimone dei fatti: “Ricordi? Era estate quel giorno di giugno…”. Da qui in poi il testo precipita nella vertigine della tragedia e della strage.  L’eccidio del 29 giugno viene riletto in una chiave fortemente evocativa e simbolica, nei termini di un capovolgimento tragico, perchè tutto nella violenza gratuita della rappresaglia viene rovesciato: l’ordine della vita, la pietà, il sacro.

Nel video, la scelta di non utilizzare immagini didascaliche a carattere bellico e sul tema degli eccidi nazisti, corrisponde a una precisa volontà autorale che attraverso i frammenti citati, intende evocare simbolicamente, piuttosto che raccontare, il sentimento dell’assenza di Dio e l’inspiegabile tragica gratuità della morte, tratti emotivi che possono essere ritenuti fortemente connotativi del vissuto drammatico di quel giorno. Sul piano della modalità rappresentativa, centrale è il tema del ricordo individuale. Il montaggio prova, tramite sovrapposizioni, sfuocature e iterazioni di immagini, ad evocare il meccanismo mnestico, la discesa progressiva e multiforme dentro il nucleo della memoria personale, dove l’atto del rivedere si coniuga alla inevitabile necessità del ri-vivere.

La storia della strage di Civitella

Domenica, 18 giugno 1944 – Alcuni soldati tedeschi arrivano a Civitella nel pomeriggio e in serata si recano al circolo del dopolavoro. All’improvviso un gruppo facente parte della Banda partigiana “Renzino” irrompe nel locale e spara sui soldati. Due tedeschi vengono uccisi, un terzo rimane ferito e sarà trascinato via dal compagno sopravvissuto. Tre giorni dopo alcune donne rimaste in paese e Don Alcide offrono collaborazione alle autorità tedesche per lo svolgimento dei funerali. Il comando tedesco assicura che non vi sarà alcuna rappresaglia. La gente di Civitella, rifugiata nei boschi dopo i fatti del 18 giugno, rientra in paese il 28, per la festa dei Santi Pietro e Paolo del giorno seguente.

Giovedì, 29 giugno 1944 – Uomini della brigata paracadutisti e della banda musicale della divisione Wehrmacht Hermann Goering provenienti dal Convento delle Vertighe di Monte San Savino accerchiano il paese alle sette di mattina ed entrano in chiesa al termine della funzione per i Santi martiri Pietro e Paolo. Gli uomini adulti, fra cui l’Arciprete Don Alcide Lazzeri, vengono separati dalle donne e, in gruppi di 5, uccisi con un colpo alla nuca. Il paese viene rastrellato e gli uomini vengono uccisi nelle case, talvolta sorpresi ancora nel sonno. I corpi vengono dati alle fiamme e gettati nelle case incendiate. Altri uomini sono portati fuori dal paese, in località Ponte alla Palazzina e trucidati. I morti a Civitella saranno 115. Simili azioni saranno condotte nelle frazioni limitrofe di Cornia, Gebbia (58 morti), San Pancrazio (71 morti).

Civitella verrà liberata dagli inglesi il 15 luglio 1944.

Nel 2006 il Tribunale militare di La Spezia ha riconosciuto colpevoli, fra gli altri, e condannato all’ergastolo il capitano Heinz Barz, comandante del reparto Hermann Goering che operò a Civitella, Cornia e San Pancrazio e il sergente Max Josef Milde, che partecipò ai massacri del 29 giugno.

anteprima video: l’estate dei santi, 2010

CREDITI

Durata: 4’ 58’’

Anno: 2010

Voce: Teresa Fallai

Riprese e editing: Cristina Savelli

Regia: Cristina Savelli

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