INGRID BERGMAN – La vertigine della perfezione

Oggi, in tutte le librerie, è uscito l’ultimo libro di Francesca Brignoli scritto a quattro mani con Nuccio Lodato: Ingrid Bergman – La vertigine della perfezione.

 

Ingrid Bergman.

Per molti la più grande attrice della storia del cinema. A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, continua ad essere il prototipo dell’interprete moderna: artista di straordinario talento che praticava con sensibilità, intraprendenza e passione – unite a un grande, “nordico” rigore – quella che per lei era sì una vocazione ma anche,  orgogliosamente e prima di tutto, la sua professione. Il gusto dello sperimentare le costruisce una carriera perfetta, a tutt’oggi mai eguagliata, che racchiude, dal formidabile esordio in Svezia negli anni Trenta del secolo scorso al ritorno in patria alla fine dei Settanta, una parte fondamentale delle vicende del cinema mondiale. Al talento di questa magnifica apolide, costantemente alla ricerca del nuovo, si deve la creazione di capolavori assoluti diretti da registi come Alfred Hitchcock, George Cukor, Roberto Rossellini, Jean Renoir, Ingmar Bergman. Dai fenomenali primi dieci anni a Hollywood, che segnano la nascita di una nuova tipologia di donna e di star – sofisticata ma naturale, «un misto di bellezza eccitante e fresca purezza», come la definì David O. Selznick – al fondamentale interludio in Italia e di qui alla grandiosa stagione tra Europa e Stati Uniti, Ingrid Bergman, negli anni della maturità (che ne amplificano talento e fascino), si afferma come modello insuperabile di una capacità attoriale creativa, libera, colta e indipendente: esemplarmente attuale.

Un saggio storico-critico, l’analisi puntuale dei film fondamentali della sua carriera, oltre alla rivisitazione biografica dell’attrice e gli apparati completi di  filmografia e teatrografia. Un invito a compiere un viaggio con lei, per leggere, rileggere, approfondire le pagine di un cinema che ha generato presenze fra le più potenti e indimenticabili nella cultura visiva del Novecento.

Nuccio Lodato, nato a Voghera, è attualmente professore a contratto di Storia e critica del cinema e Archivi e progetti per il cinema e lo spettacolo all’Università di Pavia, coll’Assessorato alla Cultura della cui Provincia ha collaborato per un ventennio. Ad Alessandria, dove risiede ed è stato presidente del Teatro Comunale, coordina la giuria dell’ultratrentennale Premio “Adelio Ferrero” e condirige il festival della critica cinematografica “Ring!”. Autore, curatore o compartecipe di numerosi volumi, ha scritto per le principali riviste italiane e dal 1981 collabora a «Cineforum».

Francesca Brignoli risiede a Pavia. Nell’Università di questa città si è laureata in Storia e critica del cinema, discutendo con Lino Peroni una tesi su Liliana Cavani, alla quale ha dedicato un saggio nel volume collettaneo edito nel 2008 dalla Regione Emilia-Romagna (Edizioni Falsopiano). Sta attualmente lavorando a una  monografia sulla stessa regista. Dal 1992 al 2003 si è occupata di organizzazione di iniziative culturali in ambito pavese; dal 2004 lavora presso l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pavia, come specialista di attività dello spettacolo.

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2 commenti
  1. alessandro ha detto:

    Unica ed incomparabile davvero come talento questa grandiosa attrice che ha fatto la storia del cinema mondiale. Di gran lunga superiore a Greta Garbo. Ingrid Bergman e’ stata una leggenda della macchina da presa. In film come Io ti salvero’, Per chi suona la campana, Casablanca, Notorius, Angoscia ed Anastasia ha superato se stessa. Peccato che essendo stata quasi una cittadina italiana, venga poco celebrata nel nostro paese, che molte volte non rende omaggio ai veri talenti, per curarne dei fenomeni da baraccone.

  2. Con imperdonabile ritardo, leggiamo il tuo commento e con commozione non possiamo che dirti che hai ragione: Bergman rappresenta tutt’oggi, un altro mondo rispetto a Greta Garbo e Marlene: lei era una grande interprete non una icona, pur fascinosissima, da poster.
    La sua clamorosa scelta italiana lo testimonia: Ingrid amava il cinema.

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