Inganni e disinganni. Marilyn Monroe

E’ uscito il libro di Francesca Brignoli e Nuccio Lodato su Marilyn Monroe, Inganni, edito da Le Mani-microart’s.

copertina-Marilyn

Un saggio storico-critico, l’analisi mirata dei suoi maggiori film, la rivisitazione disincantata della sua biografia, oltre a filmografia e bibliografia, ne ripercorrono la parabola, alla ricerca di
quello “specifico Monroe” che illumina per sempre gli schermi e la cultura cinematografica del suo secolo, e non solo di quello.

 

Mito, leggenda, icona. Ma anche, prima di tutto, attrice. A oltre mezzo secolo dalla scomparsa, Marilyn Monroe continua a essere l’immagine più abbagliante di un universo pop che di lei si è nutrito, facendone il simbolo senza tempo della bellezza e del fascino, in ragione di una sensualità ostentata e provocante, dolcissima ma disperata. Citata, clonata, omaggiata dall’anno della sua morte a oggi, è l’ultima grande star di Hollywood. Un fenomeno cinematografico, di cui il talento è stato forse l’aspetto meno indagato.

Dopo una distruttiva infanzia e una prima giovinezza difficile, i lavori umili e le scelte sentimentali poco fortunate, Norma Jean Baker inizia la carriera come modesta fotomodella e attricetta. Ma pochi anni dopo diventa “la Monroe”: in breve, grazie a formidabili apparizioni, esplosiva regina dello star system. All’ombra di una clamorosa ma contorta e sofferta vita extrafilmica, tra fulminei matrimoni da rotocalco, reiterate relazioni pericolose e ossessionanti ricoveri ospedalieri – che presto ne sovrastano tragicamente i meriti – costruisce una carriera personalissima. Eccola illuminare film leggendari, diretta anche da Huston (Giungla d’asfalto, Gli spostati), Hathaway (Niagara), Preminger (La magnifica preda). Al registro di attrice drammatica – raffinato anche grazie all’incontro con Strasberg all’Actor’s Studio – si affiancano le indimenticabili prove nelle commedie: da Il magnifico scherzo e Gli uomini preferiscono le bionde di Hawks a Come sposare un milionario per Negulesco, fino a  Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo con Wilder e a Facciamo l’amore firmato Cukor: come avrebbe dovuto essere anche il Something’s Got to Give tragicamente mai portato a termine.

 

 

 

Gli autori

Nuccio Lodato (Voghera 1946), dal 2003 al 2013 professore a contratto di Storia e critica del cinema e discipline affini all’Università di Pavia e consulente in materia della Provincia pavese negli anni Settanta – Ottanta, è autore, compartecipe o curatore di numerosi volumi. Ha scritto per le principali riviste italiane e dal 1981 collabora a “Cineforum” (e ora a “cineforumweb”, “FilmTV” e “Lost Highway”). Presidente del Teatro Comunale di Alessandria (1990-94 e 2012-13) vi si è occupato dal 1978 al 2010 del Premio “Adelio Ferrero”, condirigendo in parallelo dal 2002 il festival della critica “Ring!”. Aderisce all’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema.

Francesca Brignoli (Pavia 1966) si è laureata in Storia e critica del cinema a Pavia, dove lavora presso l’Assessorato alla Cultura della Provincia come specialista di attività dello spettacolo. Ha pubblicato Liliana Cavani. Ogni possibile viaggio (Le Mani Editore, 2011) e, con Nuccio Lodato, Ingrid Bergman. La vertigine della perfezione (Le Mani Editore, 2010).

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