l’ultimo arrivato…

WORDS TRAVEL WORLDS, 2014, ITA, 3′, HD
winner of CEATL’s third international video contest ‘Spot the translator’

Nella primavera del 20155 ho seguito il progetto di NTL, realizzato in collaborazione con la Casa delle Traduzioni, la Biblioteca di Valle Aurelia e la classe VB della Scuola Primaria Vittorio Alfieri di Roma, OLTRE IL LIBRO – Gara a staffetta fra le lingue.
Con Damiano Abeni, Valentina Freschi, Franco Nasi, Stella Sacchini e Alice Tonzig, e la partecipazione straordinaria di Riccardo Duranti.
Regia di Cristina Savelli.

Durante i laboratori, i traduttori hanno accompagnato i giovanissimi lettori all’interno della loro officina, coinvolgendoli nell’avventuroso viaggio alla scoperta di universi linguistici e culturali diversi e, in alcuni casi, molto distanti. Il confronto con il traduttore dell’opera ha sollecitato la creatività dei bambini nella ricerca di tutte le possibili soluzioni per rendere nella propria lingua madre frasi idiomatiche, giochi di parole, rime, ma anche nomi parlanti e termini gastronomici e tutto quanto si rivela “intraducibile” perché peculiare di un contesto socio-culturale e linguistico. Sperimentare dal vivo la traduzione come gioco continuo di assimilazione e straniamento ha consentito ai giovanissimi lettori non solo di acquisire una maggiore consapevolezza della propria identità linguistica e culturale, ma anche di sperimentare il proprio talento creativo e sviluppare la capacità di “negoziare”, senza annullare o appiattire le differenze.

Ho collaborato al video SE IL NOSTRO CIELO E’ LIBERO, prodotto dalla scuola primaria “Tiziano Terzani” di Marano (BO) nel 2014.
Il video è stato realizzato all’interno del progetto sperimentale della metodologia Outdoor Education, svolto in collaborazione con l’Università di Bologna. I bambini hanno ricercato sul loro territorio alcune specificità relative al ruolo delle donne durante la II Guerra Mondiale, in particolare delle donne partigiane in azione lungo la “Linea Gotica”.

Il video ha ricevuto il Premio “Paolo Gobetti” – scuole primarie
ANCR – ARCHIVIO NAZIONALE CINEMATOGRAFICO DELLA RESISTENZA
ancr.to.it/wp/il-27-maggio-di-filmare-la-storia-quando-tutto-il-meglio-di-un-lungo-percorso-si-concentra-in-un-pomeriggio/

E’ stato selezionato alla XV edizione del ‘Sotto18’ Film Festival di Torino (6-14 dic 2014).
Vincitore del Primo Premio del concorso “2 Giugno” indetto dall’ANPI della provincia Bologna, nella versione più estesa.

SE IL NOSTRO CIELO E’ LIBERO, ITA, 7’49”, HD
Soggetto di Alessandra Maldina
Riprese di Eduardo Varcasia
Editing di Cristina Savelli
Regia di Alessandra Maldina

L’idea è nata dalla suggestione del racconto di un sogno di una bambina della classe 4^ in seguito alla forte emozione in lei suscitata dalle interviste a due donne partigiane di Gaggio Montano (BO).

Si ringrazia il Coro Farthan di Marzabotto, diretto da Elide Melchioni, per la concessione della traccia audio dell’esecuzione del brano “Lamento cum organo”, di tradizione Arberesh.

Sempre in ambito scolastico, ho realizzato la documentazione video di un progetto che si è svolto scuola primaria “Tiziano Terzani” di Marano (I.C. di Gaggio Montano, BO).

LA NOSTRA SCUOLA E’ QUI, ITA, 2014, 24′, HD
di Alessandra Maldina e Cristina Savelli
riprese di Alessandra Maldina, Eduardo Varcasia, Cristina Savelli
editing di Cristina Savelli

Nell’anno scolastico 2013/2014 è stato attuato, per il terzo anno consecutivo e con la guida del dott. Alessandro Bortolotti (ricercatore Università di Bologna, dip. Scienze della Qualità della Vita), un progetto di Outdoor Education.
La sperimentazione didattica, basata sul metodo Outdoor Learning proposto da Simon Beames (The University of Edinburgh), si svolge su percorsi di educazione attiva privilegiando l’ambiente esterno e puntando a sviluppare una formazione sistematica dove attività fisica ed intellettuale si integrano ed esperienze e conoscenze sono strettamente correlate.

L’Outdoor Learning rappresenta una via complementare all’educazione tradizionale; la sua caratteristica principale è quella di proporre una esperienza senso-motoria a diretto contatto con il mondo reale e i suoi fenomeni ed ha uno spiccato contenuto interdisciplinare rispetto agli stessi temi, contesti e concetti che vengono proposti in classe.

In sintesi, i bambini vengono condotti in un percorso di apprendimento volto a:
– porsi domande, ricercare, condividere esperienze, creare nuovi contesti di apprendimento
– arricchire il processo di apprendimento/insegnamento
– sperimentare situazioni di peer education
– acquisire un metodo di ricerca partendo dall’esperienza diretta
– conoscere la storia del territorio di vita
– creare interesse sulla situazione socio-culturale e geo-fisica del territorio.
– riflettere sulla biodiversità ed i cambiamenti ambientali.
– capire ed accettare l’eterogeneità degli individui che costituiscono la nostra comunità.
– far conoscere ai bambini nuove fonti per l’acquisizione di conoscenze, tramite le tecnologie informatiche
– stimolare la capacità di lavorare in gruppo, l’adattamento a diverse situazioni e la presa in carico di responsabilità.

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e prima di questo… delle archeologie.

…ho realizzato, dal febbraio al giugno 2010, una video-inchiesta, con la collaborazione di Luca Lambertini, dal titolo ‘Dal Triumvirato ai Pini‘ (43’28’’), sulla storia del Parco dei Pini di Bologna e di alcune iniziative che sono state portate avanti dagli anni ’70 in poi. Il video è stato presentato il 20 giugno 2010, all’interno della prima edizione del Paniculture Festival, I edizione, Bologna.

un estratto del video

Ho partecipato al film collettivo, WALLS AND BORDERS, progetto di Armando Ceste e Claudio Paletto a favore di International Help Onlus, con il mio video ‘L’amore fermo‘, (2’22”), presentato il 18 novembre 2009, anteprima al 27° Torino Film Festival e poi in giro per il mondo.

un estratto del video

CREDITI

Durata: 2’ 22’’

Anno: 2009

Voce: Nicoletta Babetto

Assistente alla regia: Alessandra Seghi

Riprese e editing: Cristina Savelli

Regia: Cristina Savelli

Testo tratto dal libro ‘Sul confine – scritti e dipinti da un ospedale psichiatrico di Graziella Magherini e Gianfranco Zeloni, Edizioni Vallecchi , 1964 , Firenze.

Contro il muro assolato dell’ex-ospedale psichiatrico di San Salvi, a Firenze, si muovono le ombre di alberi fuori campo, mentre una voce duplice – ha in sé come un’eco – ripete parole scritte da una paziente lì ricoverata negli anni Sessanta.

Il muro della follia.
Il muro eretto per isolare i folli, gli estranei alla norma sociale, pericolosi per sé e per gli altri.
La rappresentazione della follia è spesso luogo di facili drammatizzazioni, in cui la retorica della sbarra arrugginita o della bambola scomposta su pavimenti pieni di memorie, e dei volti chiusi nel silenzio e vuoti sembra la sola capace di commuovere lo spettatore.
Ho scelto la camera fissa proprio per ridurre il rischio di soluzioni retoriche; nell’immobilità riconosco lo sguardo di quella donna, uno sguardo interno anche alla cornice di una finestra, nel luogo in cui soggiorna, nei mesi, negli anni. Quello è il suo spazio, quello il suo orizzonte. Quella crepa orizzontale nel muro.
Ho scelto l’ombra di un albero, un albero che è fuori inquadratura, per la melancolia che si legge tra le sue parole, che va al di là della nostalgia per la sua famiglia e per il suo quotidiano. E’ quello stato d’animo che che si distribuisce sul corpo come perenne filtro di umidità umorale; quella malattia che rendeva necessario alloggiare i mentecatti in spazi orientati verso est (per contro gli irrequieti venivano alloggiati in luoghi esposti ad ovest).
Paradosso del muro: sei ad est, ma quello che vedi fuori dalla finestra è il muro su cui si infrangono le luci che provengono da ovest, con le ombre della tua presenza. Così assisti alla malinconia riflessa, persino più irrimediabile.
« Oh! ce n’est rien, vois-tu, quatre mesures, une impression jetée. Mais ce qu’il y a là-dedans !… Pour moi, d’abord, c’est un paysage qui fuit, un coin de route mélancolique, avec l’ombre d’un arbre qu’on ne voit pas; (…) » da: Émile Zola, L’Œuvre, 1886.
Oltre la finestra si pongono lo sguardo della donna e il mio sguardo, che sostituisce la finestra con le quattro misure dell’inquadratura; il mio sguardo che coglie l’assenza di un mondo che è fuori dalle mura e dal proprio corpo, che non c’è e non ci sarà più, anche se le terapie a volte producono qualche effetto e dopo la “completa guarigione, come una purificazione si torna a sorridere alla vita” (Graziella Magherini e Gianfranco Zeloni, Sul confine. Scritti e dipinti da un ospedale psichiatrico, Firenze, Edizioni Vallecchi, 1964).


Nel 2008, con l’I.P.S.I.A. G. Marconi di Prato, all’interno del Progetto P.I.A finanziato dalla Provincia di Prato, coordinato dalla prof.ssa Serena Magnini, ho realizzato con alcuni ragazzi delle prime classi, due cortometraggi: ‘Spacciare … è l’unico modo?’ (4’52’’), e  ‘Il bullismo passa di moda’ (3’56’’),  ammesso al concorso Junior Short Film Festival, (del Capalbio Cinema International Short Film Festival.

Ho realizzato nel 2007 la mia prima video-poesia, ‘Le inutili coincidenze’ (3’32’’), su testo di Valeria Santini, presentato al Videoqueer – Florence Queer Festival e al concorso Festival di Cinema Indipendente delle Donne (organizzato dal Trust Nel Nome Della Donna, Milano).

Il mio primo cortometraggio, nato durante una cena in una sera invernale caratterizzata da una attenzione di tutte le partecipanti alla componente enologica presente sul tavolo, è stato ‘Ti chiamo io’ (6’52’’), presentato al 21° Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano (giugno 2007), e poi a Roma al Gay Village (agosto 2007), a Bologna alla Festa Nazionale dell’Unità (settembre 2007), a Firenze al Florence Queer Festival (ottobre 2007), e poi non ricordo.

Per quanto riguarda le mie attività come operatore di ripresa e/o video-editing ho collaborato a: ‘Una tempesta nella mia vita’ (2009) 3’30’’,  video su soggetto di Angelica D.P. e Franca O., presentato al  Videoqueer – Florence Queer Festival e ‘Bioritmi’, (2007), riprese dello spettacolo teatrale e del backstage (Auditorium FLOG, FI), realizzato dall’Associazione La Finestra e l’Associazione Teatrale Agatà, con il gruppo teatrale di Villa delle Rose – Centro di Riabilitazione Oncologiaca (CSPO).

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