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Copertina_FBconvegnoSeconda tappa del percorso triennale “A spasso tra divi e divine”, il convegno di studio che la FIC – Federazione Italiana Cineforum organizza anche questo anno a Bergamo, dal 19 al 21 settembre 2014 in concomitanza con il LXII Consiglio Federale, per la serie di incontri “Vedere e studiare cinema”, ormai giunto alla XXV edizione.

Il focus di questo anno è il fenomeno attoriale e divistico nel cinema italiano e internazionale nel periodo compreso tra il 1960 e il 1990.

Una sessione speciale direttamente curata dal Centro Ricerca Attore e Divo (CRAD) del DAMS dell’Università di Torino sarà dedicata alla figura e al lavoro di Marcello Mastroianni, nell’ambito di un più vasto progetto nazionale di studio sul grande attore, che prende le mosse proprio dall’occasione bergamasca.

Una seconda sessione particolare, curata dalla Sezione Spettacolo dell’Università di Pavia, prende in esame le grandi “maschere” del periodo d’oro della commedia all’italiana. La terza sessione inquadra infine alcune figure-chiave dello scenario filmico internazionale di quel trentennio: da Jeanne Moreau a Orson Welles, da Audrey Hepburn a Clint Eastwood a Dirk Bogarde. Antologie visive anche appositamente definite, e proiezioni di film completi, integrano e nutrono i lavori del convegno, come accaduto nella precedente tornata del 2013 dedicata al periodo 1930-’60, e come previsto anche per la prossima edizione 2015, che si occuperà conclusivamente dei decenni intercorsi tra il 1990 e i giorni nostri.

Dal programma, segnaliamo la sessione di venerdì pomeriggio, introdotta e coordinata da Nuccio Lodato, nella quale interverranno Mariagrazia Fanchi, Francesco Pitassio e la nostra Francesca Brignoli, con un intervento su Jeanne Moreau. Un breve montaggio antologico con le principali interpretazioni della attrice francese, editato da Cristina Savelli, anticiperà l’intervento sull’attrice francese.

Programma

Venerdì 19 settembre

ore 15.00
Attori e divi nel cinema internazionale di fine millennio
Tre continuità esemplari: Hepburn, Moreau, Welles
Mariagrazia Fanchi, Francesco Pitassio, Francesca Brignoli; introduce e coordina Nuccio Lodato

ore 18.00
proiezione del film Gli occhi della notte (Wait Until Dark, 1967) di Terence Young, USA, 108’

ore 21.30
proiezione del film Falstaff (Campanadas a medianoche, 1965) di Orson Welles, Francia/Spagna/Svizzera, 113’

Sabato 20 settembre

ore 10.00
Studiare Mastroianni
Marcello e il cinema italiano. L’attore e divo internazionale. Il personaggio e l’immagine di genere. Ricezione e definizione del mito. Lo stile.
Workshop a cura del Centro Ricerche Attore e Divismo (CRAD) – DAMS dell’ Università di Torino
Emiliano Morreale, Mariapaola Pierini, Matteo Pollone, Franco Prono, Gabriele Rigola; introduce e coordina Giulia Carluccio

ore 13.00
Buffet (presso l’atrio dell’Auditorium)

ore 15.00
Maschere e tipi sociali del tragicomico italiano.
Metafisica e visionarietà del cinema di fabbrica. Volonté e il corpo biomeccanico. Il personaggio come stereotipo narrativo: analisi di un caso. La letteratura industriale dal boom economico alla contestazione. Sordi e il crepuscolo della maschera.
Workshop a cura della Sezione Spettacolo – Dipartimento Studi Umanistici dell’ Università di Pavia
Lorenzo Donghi, Luca Piacentini, Giuseppe Polimeni, Deborah Toschi; introduce e coordina Federica Villa

ore 18.00
Proiezione del film Break Up (1965) di Marco Ferreri, Italia/Francia, 85’

ore 20.00
Buffet (presso l’atrio dell’Auditorium)

ore 21.30
Proiezione del film Les amants (id., 1958) di Louis Malle, Francia, 90’

Il programma completo e le schede relative può essere visualizzato qui.

Con l’inizio del mese di dicembre 2011, è uscito nelle principali librerie il nuovo libro di Francesca Brignoli su Liliana Cavani, edito da Le Mani in collaborazione con l’Associazione Fondo Liliana Cavani e l’Associazione culturale Beaubart.

Regista dello scandalo, per di più donna. Provocatrice, cattolica del dissenso. Intellettuale laica e trasgressiva. Tra demonio e santità. Cinema, televisione, lirica. Due cortometraggi, undici tra documentari e inchieste, sedici film. Il portiere di notte, Al di là del bene e del male e Francesco i titoli più noti di un corpus coerente per originalità d’ispirazione e audacia immaginativa, che consegna la figura di Liliana Cavani alla storia del cinema e della cultura europea.

Il portiere di notte – riflessione sul nazismo che diventa analisi dell’amore come luogo psichico assoluto – è il capitolo più altisonante di una carriera dalla spiccata vocazione cosmopolita, per contenuti, scenari, territori storici e culturali attraversati, ravvisabile anche nelle combinazioni produttive dei suoi film, in cui dirige cast internazionali (da Lou Castel a Pierre Clementi a Dirk Bogarde, da Charlotte Rampling a Erland Josephson, da Marcello Mastroianni a Claudia Cardinale, Burt Lancaster, Mickey Rourke, John Malkovich).

La sua opera è la ricerca inesausta attraverso il mistero e il bisogno dell’esserci, dove protagonisti onerosi si spostano dentro e fuori le mura della storia e del tempo in percorsi di sperimentazione continua, tra smarrimenti, consapevolezze e bagliori. I film di Liliana Cavani sono storie di uomini e donne inquieti che amano, soffrono e cercano il bello senza mai sottrarsi ad alcuna prova. Un’antropologia di eroi antieroici, esseri umani normali e insieme archetipici per una carriera artistica che ha il sapore dell’esplorazione, dove ogni film è, prima di tutto, un invito a ogni possibile viaggio nel mondo, intrapreso per scardinare certezze, luoghi comuni, insinuare dubbi, guardare da altri punti di vista. Dal Francesco del 1966 a Galileo, da I cannibali a Al di là del bene e del male a La pelle, Interno berlinese, al secondo “viaggio” nell’universo dell’assisano, dove crea con Mickey Rourke il Francesco “definitivo”, fino a Ripley’s Game e ai recenti De Gasperi e Einstein.

Un saggio storico-critico, l’analisi puntuale di tutti i suoi film (con gli apparati completi di filmografia e teatrografia) per raccontare i viaggi di Liliana Cavani, mettere a fuoco temi, luoghi e ispirazioni dell’opera di un autore anticonformista, che ha realizzato un cinema libero da dogmatismi, controverso, appassionato.

Francesca Brignoli risiede a Pavia. Nell’Università di questa città si è laureata in Storia e critica del cinema, discutendo con Lino Peroni una tesi su Liliana Cavani, alla quale ha dedicato un saggio nel volume collettaneo edito nel 2008 dalla Regione Emilia-Romagna (Falsopiano). Ha pubblicato, con Nuccio Lodato, Ingrid Bergman. La vertigine della perfezione (Le Mani – Microart’s, 2010). Dal 2004 lavora presso l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pavia, come specialista di attività dello spettacolo.

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