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Primo video realizzato dalla neo-nata associazione, grazie anche al patrocinio e al contributo della Provincia di Arezzo e del Comune di Civitella Val di Chiana.

Il video “L’estate dei santi” di Cristina Savelli, ispirato al testo poetico ‘Civitella, 29 giugno‘ di Magda Boi, si struttura attorno al tema del ricordo, e si svolge con una scelta tematico-stilistica di tipo evocativo e simbolico. Il piano dell’enunciato, ossia dei contenuti sonori e visivi, è costituito dalla voce di Teresa Fallai recitante il testo poetico ed ha il centro in alcune citazioni filmiche dell’opera di Ingmar Bergman, prevalentemente dalla “Trilogia del silenzio di Dio” (Come in uno specchioLuci d’inverno, Il silenzio).

Il testo poetico in memoria della strage nazi-fascista di Civitella in val di Chiana del 29 giugno 1944 si apre con uno scorcio paesaggistico immaginato con gli occhi di un osservatore contemporaneo, in cui spiccano due immagini simbolo del territorio di Civitella: la torre, maestosa e ferita, che appare improvvisa dalla valle della Trove e il falco abitante dei cieli del suo territorio. Tutto è già in questo inizio, la bellezza e poi, subito il dramma: il coprifuoco del buio inverno, le raffiche di vento o di pioggia dell’autunno preannunciano già nella seconda strofa il tema della guerra, seguito dal tema del ricordo, individuale, personale, rievocato da un possibile testimone dei fatti: “Ricordi? Era estate quel giorno di giugno…”. Da qui in poi il testo precipita nella vertigine della tragedia e della strage.  L’eccidio del 29 giugno viene riletto in una chiave fortemente evocativa e simbolica, nei termini di un capovolgimento tragico, perchè tutto nella violenza gratuita della rappresaglia viene rovesciato: l’ordine della vita, la pietà, il sacro.

Nel video, la scelta di non utilizzare immagini didascaliche a carattere bellico e sul tema degli eccidi nazisti, corrisponde a una precisa volontà autorale che attraverso i frammenti citati, intende evocare simbolicamente, piuttosto che raccontare, il sentimento dell’assenza di Dio e l’inspiegabile tragica gratuità della morte, tratti emotivi che possono essere ritenuti fortemente connotativi del vissuto drammatico di quel giorno. Sul piano della modalità rappresentativa, centrale è il tema del ricordo individuale. Il montaggio prova, tramite sovrapposizioni, sfuocature e iterazioni di immagini, ad evocare il meccanismo mnestico, la discesa progressiva e multiforme dentro il nucleo della memoria personale, dove l’atto del rivedere si coniuga alla inevitabile necessità del ri-vivere.

La storia della strage di Civitella

Domenica, 18 giugno 1944 – Alcuni soldati tedeschi arrivano a Civitella nel pomeriggio e in serata si recano al circolo del dopolavoro. All’improvviso un gruppo facente parte della Banda partigiana “Renzino” irrompe nel locale e spara sui soldati. Due tedeschi vengono uccisi, un terzo rimane ferito e sarà trascinato via dal compagno sopravvissuto. Tre giorni dopo alcune donne rimaste in paese e Don Alcide offrono collaborazione alle autorità tedesche per lo svolgimento dei funerali. Il comando tedesco assicura che non vi sarà alcuna rappresaglia. La gente di Civitella, rifugiata nei boschi dopo i fatti del 18 giugno, rientra in paese il 28, per la festa dei Santi Pietro e Paolo del giorno seguente.

Giovedì, 29 giugno 1944 – Uomini della brigata paracadutisti e della banda musicale della divisione Wehrmacht Hermann Goering provenienti dal Convento delle Vertighe di Monte San Savino accerchiano il paese alle sette di mattina ed entrano in chiesa al termine della funzione per i Santi martiri Pietro e Paolo. Gli uomini adulti, fra cui l’Arciprete Don Alcide Lazzeri, vengono separati dalle donne e, in gruppi di 5, uccisi con un colpo alla nuca. Il paese viene rastrellato e gli uomini vengono uccisi nelle case, talvolta sorpresi ancora nel sonno. I corpi vengono dati alle fiamme e gettati nelle case incendiate. Altri uomini sono portati fuori dal paese, in località Ponte alla Palazzina e trucidati. I morti a Civitella saranno 115. Simili azioni saranno condotte nelle frazioni limitrofe di Cornia, Gebbia (58 morti), San Pancrazio (71 morti).

Civitella verrà liberata dagli inglesi il 15 luglio 1944.

Nel 2006 il Tribunale militare di La Spezia ha riconosciuto colpevoli, fra gli altri, e condannato all’ergastolo il capitano Heinz Barz, comandante del reparto Hermann Goering che operò a Civitella, Cornia e San Pancrazio e il sergente Max Josef Milde, che partecipò ai massacri del 29 giugno.

anteprima video: l’estate dei santi, 2010

CREDITI

Durata: 4’ 58’’

Anno: 2010

Voce: Teresa Fallai

Riprese e editing: Cristina Savelli

Regia: Cristina Savelli

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